La pelle è l’organo più esteso del corpo umano, protegge quello che c’è dentro da quello che c’è fuori. E’ il nostro vestito naturale, rappresenta il confine tra il mondo intimo e quello sociale. In quanto pellicola che riveste l’intero organismo, a livello inconscio rappresenta l’immagine che una persona ha di sé stessa, il “film” di come ha interpretato la propria vita. Delicata e forte allo stesso tempo, la pelle è un manto protettivo che divide il sé interiore dal sé esteriore, proteggendo i segreti nascosti a livello emozionale e mentale. Può metterci in contatto o distaccarci dagli altri, un problema serio alla pelle potrebbe anche essere un mezzo sopraffino per distanziarsi. Una pelle repellente diventa anche uno scudo: tiene alla larga le persone, permette il dovuto distacco, si diventa “intoccabili”.
Fra gli esperti si dice che se vuoi capire come la persona si vede basta guardare la sua pelle. La Morfofisiognomica insegna come questo importante rivestimento sia un pozzo di informazioni sulla persona: per capire cosa c’è dentro basta osservare cosa c’è fuori.
Se vogliamo sapere qualcosa in più su come ci consideriamo, un ottimo indizio proviene proprio dall’epidermide: prova a descrivere la tua pelle e descriverai te stesso (o meglio, come vedi te stesso).
E’ come uno specchio, riflette all’esterno quello che pensiamo di noi.
Inoltre la pelle, essendo la parte più esposta, rivela anche quanto siamo sensibili alle critiche o alle opinioni altrui, quanta importanza diamo a quello che gli altri pensano di noi.
Già prendere consapevolezza e portare attenzione ai possibili fattori emotivi e mentali nascosti può rappresentare un passo da gigante.
In sinergia e in accompagnamento alle cure mediche dermatologiche, il mesmerismo si è dimostrato particolarmente efficace nel trattamento delle malattie della pelle. Anche l‘ipnosi, l’autoipnosi e la PNL3 possono essere strumenti di supporto al miglioramento, oltre alla terapia del respiro e quella della luce. Buoni risultati si ottengono anche con la Time Line, un approccio singolare che individua il momento preciso nel tempo in cui quel tipo di pensiero, sensazione o credenza limitante si sono sviluppati per risanare nel presente.
Crescere, oggi.
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