Introduzione all’Ipnosi e Autoipnosi
L’ ipnosi è uno stato di coscienza di completa presenza a sé stessi e all’esterno.
Funzione naturale della mente grazie alla quale si possono ottenere numerosi benefici, l’ipnosi permette una sincronizzazione cerebrale dei due emisferi per una perfetta ottimizzazione delle risorse dell’essere umano.
Il processo ipnotico consiste in una totale concentrazione dell’attenzione all’interno di se stessi per attingere all’intera gamma delle capacità dell’individuo e renderle fruibili, pronte all’uso.
La parola IPNOSI scatena allo stesso tempo timore e curiosità, perché, seppure praticata da millenni nonché riconosciuta come pratica per il benessere dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, questa materia ancora oggi affascina perché velata di mistero, le persone sono attratte e diffidenti allo stesso tempo.
La trance ipnotica richiama, infatti, nell’immaginario collettivo scene di video, film o spettacoli di diverso genere dove l’ipnotista fa e fa fare cose assurde al soggetto ipnotizzato, apparentemente senza che questi si possa opporre.
Ancora oggi la gente comune quando sente parlare di trance riporta un sentito dire che vorrebbe il soggetto indotto in stato ipnotico perdere completamente il controllo e il dominio di sé, in una sorta di oblio, arrivando persino alla totale amnesia.
Spesso le persone affermano di “non crederci”, come se fosse una diceria, una stregoneria, una leggenda, una fede, una magia o un trucco di prestigiazione. Lo stato attuale dei fatti denuncia una mancanza di educazione sociale, l’ipnosi viene ancora troppo spesso vissuta dalla collettività come un pericolo invece che come un rimedio naturale portentoso. A causa di questa falsa concezione che vuole la trance simile ad uno stato di coma profondo, spesso chi la prova per la prima volta rimane deluso, perché ben presente e lucido, oltre ad essere perfettamente cosciente per tutta la durata della sessione.
Mi occupo di formazioni oltre ad avere un cabinet dove ricevo privatamente. Nei primi anni di esperienza professionale e ancora oggi, nonostante le spiegazioni preliminari, quante volte sia a studio o in aula al rientro dalla prima esperienza ipnotica la persona esclama: “Ma io ho sentito tutto, ero presente, IO C’ERO!”, come se si aspettasse di andare in un altro mondo.
Per questo nella pratica professionale, prima di iniziare una sessione di ipnosi con qualcuno che sperimenta per la prima volta questo particolare stato della mente, si consiglia vivamente di fare subito chiarezza su questo punto, spiegando come il soggetto ipnotizzato non farà mai nulla contro la sua volontà, anche perché, come impareremo nel corso di queste lezioni, è proprio lui il protagonista della sua stessa esperienza, il professionista va considerato al pari di una guida esperta dei territori inconsci della mente.
E’ bene far capire come avviene questo particolare viaggio all’interno di sé e cosa comporta a livello di percepito. Attraverso l’ipnotista la persona arriva sia al sé interiore che superiore, guidata passo passo nei meandri del proprio subconscio con diversi modelli sia verbali che paraverbali nonché non verbali, per far sì che possa ritrovare all’interno della sua mente tutte le risorse necessarie a risolvere uno stato problematico e apportare dei cambiamenti duraturi.
E’ stato dimostrato che la maggior parte di noi utilizza solo un misero 5% delle proprie capacità cerebrali; altri, i più talentuosi che hanno fatto la storia o che riescono con eccellenza nel corso delle loro attività, sono arrivati a sfruttarne fino al 10% o massimo 20%.

Sulla base del principio fondamentale che riconosce a chiunque, nessuno escluso, la facoltà di migliorare e sulla base di una ferrea convinzione che tutti noi possiamo sfruttare al massimo le nostre capacità, la riflessione porta a considerare la possibilità che questi personaggi dai super poteri abbiano capito quello che può essere definito il “segreto”: lasciare spazio all’istinto e all’immaginazione! Mettendo a freno il monopolio della ragione, che molto spesso causa un restringimento del campo cognitivo incastrando le persone in dinamiche sempre più complesse da sgarbugliare, si può può far intervenire una logica complementare ma diversa, quella della creatività.
Per capire meglio il concetto bisogna conoscere a grandi linee come funziona la nostra mente, avere una semplice infarinatura sulla struttura e meccanica cerebrale.
Sostanzialmente il cervello si può suddividere in due zone o emisferi: destro e sinistro.
L’emisfero “SINISTRO” è la parte analitica del nostro cervello, collegata al pensiero razionale, alla logica, alla valutazione pratica, alla misurazione, alla creazione di procedure e ragiona in termini sequenziali, matematici. Oltre al calcolo questa parte viene coinvolta anche nella comunicazione verbale, nel modo in cui ci esprimiamo, perché adibita alla elaborazione delle informazioni inviate al sistema nervoso dai cinque sensi ai quali é interconnesso.

L’emisfero “DESTRO” è la parte creativa del nostro cervello, collegata all’emotività, ai sogni, alle sensazioni. E’ molto persuasivo perché privo di logica razionale, dedito al pensiero di tipo allargato, immaginativo e intuitivo. E’ la parte a cui ambisce l’ipnotista per creare le basi dei miglioramenti.
In questa area cerebrale si trova depositata la mappa mentale contenente i programmi neurali di ciascun individuo.
La nostra mente risulta essere una sorta di interfaccia della realtà: attraverso i sensi, gli stimoli esterni del mondo vengono inviati alla parte razionale del cervello (sinistra), la quale filtra ed elabora queste informazioni basandosi su programmi depositati nella parte creativa del nostro cervello (destra).
Da questa cooperazione cerebrale scaturiscono comportamenti e stati d’animo come malessere o benessere , successo o fallimento e via discorrendo.
Da quanto detto si deduce come, per ottenere un cambiamento che permetta una esistenza piena e soddisfacente, affrontando gli ostacoli sul cammino e prendendo decisioni con più serenità, sia necessario apportare dei cambiamenti nelle convinzioni più profonde, rivalutare le credenze più radicate e capire quali siano i valori che ci appartengono e condizionano il nostro comportamento, perché ogni mappa mentale viene creata sulla base di quello di cui la persona crede, quello di cui é convinta. A questo proposito concludo questa breve introduzione con una citazione
“Adottando sempre gli stessi comportamenti si ottengono sempre gli stessi risultati”.
Se stai leggendo queste pagine forse stai cercando uno strumento naturale per migliorare la tua vita e ti rendi conto che qualcosa non va, magari ricadi sempre negli stessi errori del passato, ti poni degli degli obiettivi che non riesci a raggiungere, proclami buone intenzioni che poi disattendi, buoni propositi che poi in realtà non rispetti.
Cosa succede dentro di noi, perché non funziona tutto come noi lo programmiamo?
La riposta è molto semplice: vengono usate sempre le stesse strategie dettate da programmi interni che lasciano zero alternativa alla procedura (magari una volta anche efficace) che si é stabilizzata nel corso del tempo eliminando il libero arbitrio. Schiavi di una routine inconscia che non lascia scampo, di abitudini comportamentali acquisite sulla base di convinzioni che operano alla stregua di veri e propri diktat, imperativi categorici e ordini interni che rispettiamo senza battere ciglio e che agiscono a prescindere da noi, operiamo sempre con le stesse modalità, avendo gli stessi atteggiamenti e prendendo decisioni utilizzando i soliti schemi di valutazione. In sostanza anche se la volontà di cambiare le cose é forte, ci si comporta nostro malgrado sempre alla stessa maniera.
Ebbene, se si vuole che le cose cambino bisogna per prima cosa cambiare noi stessi
Se tu non cambi niente intorno a te cambia
Per apportare un miglioramento sensibile nelle nostre vite é necessario per primo operare un cambiamento delle credenze e delle convinzioni che influenzano il nostro agire, pensare e sentire, eliminando quelle negative e autoboicottanti per sostituirle con altre più funzionali, che possano favorire la crescita personale invece di ostacolarla.
Un lavoro di questo tipo é in grado di portare dritto allo scopo, a quello che desideriamo per noi, finalmente in allineamento ai nostri valori più profondi per la realizzazione della nostra personale missione di vita.
Per realizzare il nostro destino i primi a dover cambiare siamo noi, lavorando su esperienze del passato e vicende vissute che hanno costruito la base del nostro essere, pensare e agire.
Per andare oltre l’abitudine di noi stessi bisogna cambiare quello che crediamo di noi e del mondo che ci circonda: basti pensare che la maggior parte dei programmi mentali vengono definiti dalla mente entro il compimento del settimo anno di età. A quel tempo si era bambini eppure il cervello aveva già stabilito il comportamento dell’adulto che sarà.
La buona notizia é che questo processo mentale é tutt’altro che irreversibile.
Eravamo piccoli e oggi siamo cresciuti, possiamo diventare gli artefici della nostra esistenza terrena: ieri è già passato, assurdo affrontare la vita esclusivamente con le logiche strutturali dell’infanzia, della maggior parte delle quali oltretutto ne ignoriamo l’esistenza.
Decisioni prese da bambini che influenzano la realtà odierna, le relazioni interpersonali, la vita professionale e sociale. Oggi si possono affrontare le cose meglio di allora, con adulta consapevolezza e perché questo accada é bene operare direttamente sulla programmazione mentale rielaborando i programmi e aggiungendo nuove risorse che potevano mancare quando sono stati creati.
