E’ una nuova scienza che fornisce uno strumento prezioso complementare  alle già diffuse neuroscienze che portano l’attenzione alla connessione mente-corpo e a quella ancora più intrigante fra l’energia del pensiero e la materia.

La natura ci insegna che l’architettura è sempre morfologia.  Tutte le forme viventi sono espressione di un’idea, al genere umano il merito di aver “rubato” le idee alla natura per i propri scopi: se vogliamo raccogliere un liquido l’architettura più funzionale è quella del contenitore, mentre se vogliamo che qualcosa scivoli via, le forme tonde sono ovviamente più appropriate. La forma della materia è indissolubilmente legata alla sua caratteristica specifica.  L’uomo è una creatura della natura ed è come se ci fosse anche un’architettura del corpo e del viso, dove la forma ha specifiche funzioni e capacità ed è modellata dalla forma pensiero.

Ad una analisi attenta lo studio della morfologia ( dal greco morphé “forma” e lògos “studio”) e fisiognomica (dal greche physis “natura” e gnosis “conoscenza”) dell’uomo rivela un legame altrettanto indissolubile tra la sua forma pensiero (mente) e la forma della sua materia (corpo).

La mente modella il corpo e il corpo modella la mente

Immaginiamo ora di essere tristi e demotivati e osserviamo come il nostro corpo e il nostro viso reagiscono ad un pensiero di questo tipo: ad esempio possiamo notare come subito il nostro sguardo cerca il pavimento, le spalle si afflosciano, il viso si allunga in un muso senza fine, le sopracciglia si inclinano verso il basso, la bocca si curva prendendo una piega amara, il corpo si ripiega su se stesso e cambia anche la respirazione, che scende a livello addominale.

Immaginiamo ora invece di essere felici e motivati e ancora una volta osserviamo le reazioni del corpo e del viso: lo sguardo è alto, le spalle sono belle dritte, il viso é aperto e recettivo, le sopracciglia si inclinano verso l’alto, la bocca sorride e prende una piega all’insù, il corpo si raddrizza e sembra addirittura più alto e la respirazione è al livello dei polmoni.

Immaginiamo ora di avere questi due tipi di pensieri protratti per settimane o mesi: l’attitudine mentale (forma pensiero) scolpirebbe l’espressione sia nella nostra forma globale quella specifica di corpo e viso con determinate linee.

Il pensiero (mente) ha modellato la forma (corpo/viso)

Lo studio della correlazione fra le linee e il pensiero ha dimostrato senza ombra di dubbio l’esistenza di una corrispondenza, la stessa forma mentis lascia su persone diverse di ogni razza le stesse identiche tracce. Ad esempio, una persona determinata e attiva tende ad avere una forma squadrata mentre una indecisa e passiva tende ad avere una forma arrotondata. Se un pensiero volante crea una piega sul viso, lo stesso pensiero reiterato nel tempo si imprime nella carne della persona come se fosse su carta e crea una espressione.

E come se fosse carta di un libro, a quel punto si può leggere la sua storia, la sua biografia, sia mentale che biologica.

Le radici della Morfofisiognomica affondano negli studi di Aristotele, Ippocrate, Paracelso, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Franz Frederick Anton Mesmer, Claude Sigaud, Louis Corman, Paul Ekmann solo per citare alcune fonti.